Il progetto “Sweet
waiting time” nasce da una riflessione sui luoghi d’attesa e sul
trascorrere del tempo.
I luoghi d’attesa, di passaggio per eccellenza, sono allo stesso tempo spazi fermi, sempre uguali a se stessi, con caratteristiche comuni.
Questa loro
stabilità li rende sia familiari e riconoscibili sia profondamente
anonimi, a-temporali e spersonalizzanti. Anche in contesti diversi,
mantengono elementi precisi, visualizzabili immediatamente da
chiunque.
Abbiamo costruito
una sala d’attesa all’interno della quale è possibile fermarsi e
sperimentare un reale momento di sospensione, fuori da ogni finalità
e necessità.
La scelta degli oggetti presenti nell’installazione riguarda un preciso lavoro di sintesi degli elementi caratteristici di questi luoghi, estrapolati da un contesto realistico e assunti come emblemi degli oggetti reali: “la sedia”, “il tavolino”, “la pianta”, “le stampe”.
La loro nuova
collocazione non li impoverisce di significati ma ne sottolinea il
potere evocativo.
Il visitatore
viene invitato a entrare dentro l’installazione, a sedersi e
attendere. E’ un attendere per attendere, un’attesa esistenziale,
beckettiana, un momento in sé, non inserito nelle parentesi di un
prima e di un dopo.
Come metafora
dell’elemento temporale abbiamo scelto un materiale organico, il
gelato che, con il suo
progressivo disfacimento, è sintesi del trascorrere del tempo.
Dopo lo spazio e il tempo, abbiamo inserito anche un elemento sonoro.
La musica di sottofondo, “Toccata” da “Le sonate di gravicembalo” di Pietro Domenico Paradisi, è uno dei brani che accompagnavano i momenti di intermezzo televisivo tra una trasmissione e l’altra, “l’intervallo”.
Anche in questo
caso abbiamo cercato di giocare su un doppio piano: da un lato
“l’intervallo” come tempo di attesa, dall’altro come sfumatura
ironica di questo tempo senza tempo.
Foto gallery dell'evento
Sweet waiting time video version ha
partecipato a EMERGENZAarte 2010, Santa Maria di Sala (VE).
Foto gallery dell'evento

Progetto: AlteregoRelativamenteSensibili