Sugar town è un lavoro che gioca sul femminile e sull’immagine del
femminile nella nostra cultura, con uno sguardo divertito e
agghiacciato allo stesso tempo.
L’immaginario che fa da substrato alla presentazione di un oggetto
comune come l’assorbente e la donna fantasticata nella proposta
commerciale, “in quei giorni lì”, assumono caratteristiche del tutto
aliene
all’esperienza reale e quotidiana.
È una donna che usa lo yoga e l’agnocasto contro i dolori mestruali, che desidera un “dolcetto”, che si ammanta di colori pastello e affronta la vita (il ciclo) con sicurezza e positività. E’ patinata, è di plastica.
Nel gioco degli opposti, a questo stereotipo risponde la donna “che
non deve chiedere mai”, ambigua, irraggiungibile, fumosa, trasudante
sessualità, per noi incarnata dalla divina Garbo.
Nel video, questi due stereotipi si incontrano e si
disintegrano, lasciando che rimangano i loro elementi di sintesi: la
“bambolina” si esaurisce nell’oggetto assorbente; la “femme fatale”
viene ridotta a un’immagine frammentata.
Gli involucri degli assorbenti si trasformano in una leziosa carta da regalo; la diva ricompare, al loro interno, plastificata, come gadget, in regalo agli spettatori.
Tutti gli elementi tirati in ballo non sono una novità o una
scoperta, semplicemente sono il pretesto per una riflessione ironica
sull’identità di genere.
Sugar Town ha partecipato a 1 Minute Performance Competition,
Festival Gender Bender 2009, Bologna,
5 novembre 2009.
Foto gallery della serata del 5 novembre 2009
Foto gallery della serata del 28 giugno 2010
Video della
serata del 28 giugno 2010


Progetto: AlteregoRelativamenteSensibili